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Caldaia che perde pressione: cause e primo intervento

La lancetta del manometro scende sotto la zona verde e il riscaldamento si spegne da solo. Cosa significa davvero, cosa puoi controllare tu e quando serve un tecnico.

Il riscaldamento si spegne e il manometro è nella zona rossa

Succede quasi sempre nei giorni più freddi, quando la caldaia lavora di più. I termosifoni restano tiepidi o freddi, il display mostra un codice di blocco, e guardando il manometro la lancetta è scesa sotto la zona verde. La prima domanda è se puoi risolverla tu in due minuti o se è il segnale di qualcosa di più serio. Dipende da quanto spesso succede e da cosa trovi quando guardi meglio.

Manometro di una caldaia con lancetta sotto la zona verde

Cosa controllare prima di chiamare

  1. Guarda il manometro. La pressione corretta a caldaia fredda è di solito tra 1 e 1,5 bar. Se sei sotto 0,5 bar, la caldaia va spesso in blocco da sola per proteggersi.
  2. Controlla se c'è acqua visibile intorno alla caldaia. Una macchia sul pavimento, una goccia costante da un tubicino o umidità sul muro dietro l'apparecchio sono segnali di una perdita reale, non solo di aria da sfiatare.
  3. Se non vedi perdite, individua il rubinetto di riempimento. È generalmente sotto la caldaia, spesso un rubinetto a chiave o una manopola grigia o blu. Aprilo lentamente finché la lancetta non torna in zona verde, poi richiudilo subito.
  4. Riavvia la caldaia seguendo la procedura indicata sul pannello, di solito un tasto reset da tenere premuto qualche secondo.

Perché la pressione scende

  • Una perdita nell'impianto. Può essere in un radiatore, in un raccordo o in un tratto di tubazione. A volte è minima e non si vede subito, ma abbassa la pressione in modo lento e costante.
  • Aria nei radiatori. Se hai sfiatato un termosifone di recente senza poi rabboccare la caldaia, è normale trovare la pressione più bassa del solito.
  • Vaso di espansione scarico. È il componente che assorbe le variazioni di volume dell'acqua quando si scalda. Se perde la sua precarica d'aria, la pressione dell'impianto diventa instabile.
  • Valvola di sicurezza che scarica. Se noti gocciolamento continuo da un tubicino esterno collegato alla caldaia, la valvola sta scaricando acqua in eccesso: segnale da far controllare, non da ignorare.

Quando è normale, quando è un'emergenza

  • Scende leggermente nell'arco di settimane. È fisiologico. Un rabbocco occasionale, una o due volte a stagione, rientra nella normale manutenzione di un impianto.
  • Scende in pochi giorni, ripetutamente. Non è più normale usura. Indica una perdita da qualche parte nell'impianto, anche se non la vedi. Vale la pena farla cercare prima che peggiori.
  • Va sotto 0,5 bar e la caldaia va in blocco. Un rabbocco può farla ripartire nell'immediato, ma se il calo era arrivato in pochi giorni, il problema di fondo resta. Chiama per una verifica.
  • Acqua visibile sotto o intorno alla caldaia. Qui non c'è da aspettare: è un'emergenza da far controllare subito, soprattutto se la perdita coinvolge componenti elettrici vicini.

Non aprire mai il rubinetto di riempimento oltre la zona verde del manometro. Una pressione troppo alta mette sotto stress l'impianto tanto quanto una troppo bassa, e può far scaricare la valvola di sicurezza inutilmente.

Cosa fa il tecnico quando arriva

La prima cosa che verifica è se il calo di pressione è dovuto a una perdita reale o solo ad aria accumulata nell'impianto. Con impianti che coprono più stanze o più piani, la ricerca puo richiedere di isolare un tratto alla volta. Se il problema è circoscritto, spesso si risolve nella stessa visita. Se invece riguarda il vaso di espansione o un tratto di tubazione più esteso, il tecnico stabilizza subito la situazione e ti spiega cosa serve per l'intervento risolutivo, così non resti con un impianto che si blocca ogni pochi giorni.

Le città con inverni più lunghi e rigidi vedono più segnalazioni di questo tipo, semplicemente perché la caldaia lavora più ore al giorno e ogni ciclo di riscaldamento mette l'impianto sotto stress termico. Non è un caso che riceviamo più chiamate per pressione instabile a Milano e a Padova proprio nei mesi più freddi, quando gli impianti restano accesi quasi ininterrottamente.

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