La prima volta hai premuto reset ed è ripartita. Tre giorni dopo, di nuovo
Il display lampeggia, i termosifoni si raffreddano piano e il pulsante di sblocco è lì, a portata di dito. Il primo reset è normale: una caldaia può fermarsi per un motivo passeggero. Il secondo, il terzo e il quarto sono un'altra storia. Quando il blocco ritorna, la caldaia non sta più avendo una giornata storta: sta cercando di dirti qualcosa, e il modo più semplice per capirlo è guardare quando si ferma.
Il blocco non è il guasto: è la caldaia che si ferma per proteggerti
Una caldaia moderna è piena di sicurezze. Quando una di queste rileva qualcosa che non va, per esempio fiamma assente, temperatura troppo alta, pressione fuori range o scarico dei fumi ostruito, interrompe tutto e mostra un codice. Il blocco in sé è la parte che funziona. Il problema è la causa, e una causa che si ripete non sparisce premendo un pulsante. Per i codici e i controlli di base c'è già la guida caldaia che non si accende: qui parliamo del blocco che torna.
Leggi il quando, non solo il codice
Il codice cambia da marca a marca, e la stessa sigla può voler dire cose diverse. Quello che non cambia è il momento in cui la caldaia si ferma, e di solito è un indizio molto più utile:
- Si ferma subito, nei primi secondi dopo l'accensione. Tipico problema di accensione: gas che non arriva (rubinetto chiuso, bombola esaurita se hai il GPL), elettrodo sporco, valvola in difficoltà. Spesso senti il "tic" dell'accensione ma la fiamma non parte.
- Funziona per dieci o venti minuti, poi si blocca. Sa di surriscaldamento: l'acqua non circola come dovrebbe. Può essere un filtro intasato, aria nell'impianto, la pompa che fatica, le valvole dei termosifoni tutte chiuse o uno scambiatore incrostato dal calcare.
- Si ferma nelle mattine più fredde. Se la caldaia è a condensazione, il tubicino che scarica l'acqua di condensa, spesso all'esterno, può ghiacciare e bloccarla. È il motivo per cui un guasto sembra comparire "solo quando fa freddo".
- Si blocca nei giorni di vento o di pioggia. Il terminale dello scarico fumi, se esposto, può subire rientri o ostruzioni. È un caso che non va sottovalutato, per motivi di sicurezza spiegati qui sotto.
- Si ferma quando apri l'acqua calda in bagno o in cucina. Spesso il sensore dell'acqua sanitaria, lo scambiatore o la pressione. Il riscaldamento va, la doccia no, o viceversa.
- Si è bloccata dopo un'interruzione di corrente. Sbalzi e ritorni della tensione possono mandare in blocco la scheda. Se è successo durante un blackout, leggi anche blackout in casa: rete o impianto.
- La pressione scende di giorno in giorno e poi si blocca. Non è il blocco il problema: è una perdita lenta. Qui serve la guida sulla pressione della caldaia.
Odore di gas: non premere reset, chiudi il rubinetto del gas, apri le finestre e non toccare interruttori. Esci di casa e chiama il 112 da fuori. Altri dettagli in odore di gas in casa: cosa fare subito e cosa evitare. Se compaiono mal di testa, nausea o sonnolenza insieme a un blocco, può trattarsi di monossido di carbonio, che non ha odore: esci all'aria aperta e chiama il 112 o il 118.
Quanti reset sono troppi
Come regola pratica, uno, al massimo due, a qualche minuto di distanza. Se la caldaia riparte e lavora bene, il blocco era occasionale. Se si ferma di nuovo, smetti. Ogni tentativo a vuoto sollecita la valvola del gas e l'elettrodo di accensione e può trasformare un guasto semplice in uno più serio. Non è un modo di dire: forzare l'accensione a vuoto più volte consuma proprio i componenti che poi vanno sostituiti.
Tieni un piccolo diario del blocco. Scrivi sul telefono giorno, ora, codice mostrato e cosa stava succedendo: doccia, mattina presto, dopo il vento. Al telefono, con queste informazioni, il tecnico capisce spesso da dove cominciare prima ancora di arrivare. Poi chiama il pronto intervento caldaie al 800725967: il tecnico di turno più vicino parte subito e ti comunica il costo prima di muoversi.
Cosa puoi controllare in sicurezza, e cosa no
- Puoi controllare il rubinetto del gas, la pressione e il termostato. Il rubinetto deve essere aperto, il manometro nella zona verde, e nel termostato ambiente le batterie cariche e il programma corretto.
- Puoi guardare il tubicino della condensa, se è accessibile. Se è ghiacciato, acqua tiepida, mai bollente. Se il guasto ritorna ogni notte fredda, serve farlo isolare.
- Non aprire il mantello e non toccare elettrodi o schede. Sono parti sotto tensione e a contatto con il gas. Il lavoro spetta a un tecnico abilitato.
- Non escludere o "ponticellare" le sicurezze. Succede più spesso di quanto si pensi, e toglie la protezione proprio dove serve.
- Non rimettere in funzione una caldaia che ha dato odore di gas o fumi. Anche se riparte, la causa è ancora lì.
Cosa fa il tecnico quando arriva
Parte dal codice e dalla storia che gli racconti, poi verifica le cose in ordine: gas in arrivo, pressione, circolazione, scarico fumi e condensa, elettrodi e scheda. Molte schede conservano lo storico degli errori, e questo aiuta a distinguere un guasto vero da un blocco passeggero. Quando trova la causa, la risolve sul posto se ha il ricambio, oppure mette in sicurezza l'impianto e fissa una seconda visita per il pezzo mancante: lo scopo dell'intervento d'emergenza è ridarti calore in sicurezza, non fare un lavoro lungo con la casa al freddo.
Con i primi freddi le richieste si concentrano, soprattutto nelle città estese come Milano, Torino e Bologna, e i tempi di arrivo possono allungarsi: te lo diciamo onestamente quando chiami. Se cerchi un tecnico caldaia vicino a te di notte o in un giorno festivo, il numero è attivo allo stesso modo: l'emergenza riscaldamento non conosce orari.
Come evitare che il blocco ritorni
- Una manutenzione prima del freddo. Pulizia e controllo di combustione secondo le indicazioni del libretto. Ottobre è il momento giusto, prima che arrivino le prime gelate.
- Una prova di accensione a inizio stagione. Accendi quando fa ancora mite: se qualcosa non va, hai giorni per sistemarlo, non ore.
- Uno scarico condensa libero e protetto dal gelo. Un tubo coibentato o rivolto verso uno scarico interno evita l'effetto "ghiaccio".
- Un rilevatore di monossido vicino alla caldaia. Un dispositivo semplice che protegge da un rischio senza odore né colore.